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Spettacoli, incontri e dibattiti. Vengono chiamati “eventi collaterali”, ma, in realtà, sono anch’essi, al pari delle sette mostre, eventi primari nella filosofia che ha portato alla realizzazione de “I Turchi in Europa”, il progetto che caratterizza l’estate culturale del Friuli Venezia Giulia.
Il loro compito, infatti, è quello di rendere possibile la conoscenza e l’approfondimento della realtà passata e presente dei rapporti tra la Turchia e l’Europa nell’ottica di una scelta razionale e consapevole per i rapporti futuri.
Il programma, che si snoda da metà agosto a metà ottobre e che per la maggior parte si svolgerà a Palmanova, all’ex caserma Montesanto che ospita la mostra principale dell’intero evento, vuol far conoscere meglio la realtà turca attraverso un ciclo di proiezioni che toccheranno anche Trieste, Udine e Pordenone, dedicate alla cinematografia, un’analisi della letteratura contemporanea tramite alcune letture sceniche, la rivisitazione di una delle opere teatrali più conosciute di Pasolini, “I Turcs tal Friul”, una ricognizione delle elaborazioni musicali e culturali ottomane e turche con la sapiente e affascinante guida di Moni Ovadia, e una lunga serie di incontri e dibattiti che seguiranno due filoni principali: quello storico-artistico e quello social-politico.
Si tratta, insomma, di un’occasione per colmare un incredibile vuoto di conoscenza nei confronti di un Paese cui siamo sempre stati molto vicini in termini storici ancor prima che geografici ed economici. |